Datalogger di temperatura: termometro, datalogger autonomo o sensore connesso?
Un datalogger di temperatura è uno strumento che misura la temperatura a intervalli regolari e memorizza ogni misura con la sua ora, per provare a posteriori che un frigorifero, una cella o un veicolo è rimasto nell'intervallo prescritto. Si distingue dal termometro, che mostra solo l'istante, e dal sensore connesso, che in più registra e avvisa. Per i surgelati in trasporto e stoccaggio, il regolamento (CE) n. 37/2005 impone un registratore conforme alle norme EN 12830, EN 13485 ed EN 13486 e la conservazione delle registrazioni per almeno un anno; per il resto, è il piano HACCP a fissare lo strumento.
Un sensore che registra, avvisa e non ha nulla da far firmare.
Il KelvinTag registra in continuo, marca l'ora all'origine, avvisa appena si esce dall'intervallo ed esporta lo storico in PDF. Si acquista una volta, senza abbonamento: un telefono Android fa da gateway gratuito.
Tre famiglie di strumenti, tre livelli di prova
La questione non è la marca ma la famiglia: ciò che lo strumento conserva, ciò che prova davanti a un controllo, e ciò che fa quando la temperatura deriva alle tre del mattino. Le differenze sono di natura, non di grado.
| Criterio | Termometro | Datalogger autonomo | Sensore connesso |
|---|---|---|---|
| Che cosa fa | Mostra la temperatura del momento; alcuni conservano il minimo e il massimo dall'azzeramento. | Misura a intervalli fissi e memorizza ogni valore con l'ora; lo storico si recupera via cavo o lettore. | Misura, memorizza e trasmette; lo storico si consulta a distanza e si esporta. |
| Prova per un controllo | La rilevazione manuale che qualcuno ha scritto, all'ora in cui l'ha scritta. | La curva con marca temporale, a condizione che sia stata scaricata e archiviata. | La curva con marca temporale, già sul server, esportabile al momento del controllo. |
| Avviso in caso di deriva | Nessuno, salvo un allarme sonoro locale su alcuni modelli, udibile se c'è qualcuno. | La deriva si scopre alla rilettura, a posteriori. | Immediato, appena il limite viene superato, finché il collegamento è attivo. |
| Ciò che resta da fare a mano | Tutto: leggere, scrivere, datare, firmare, a ogni rilevazione. | Recuperare i dati, rileggerli, archiviarli; sorvegliare tra due riletture. | La temperatura al cuore degli alimenti, in cottura e raffreddamento, che resta una misura con la sonda. |
| Costo nel tempo | L'apparecchio, poi il tempo di qualcuno a ogni rilevazione, tutti i giorni. | L'apparecchio, a volte un software, e il tempo delle riletture. | L'apparecchio e, secondo il fornitore, un abbonamento per sensore, per sito o per utente: la riga da leggere prima del prezzo di acquisto. |
Che cosa esige la normativa, e dove
Surgelati, in trasporto e stoccaggio: il regolamento (CE) n. 37/2005 esige strumenti di registrazione adeguati, che rilevino la temperatura dell'aria a intervalli frequenti e regolari, conformi alle norme EN 12830, EN 13485 ed EN 13486; le registrazioni sono datate e conservate dall'operatore per almeno un anno, o più a lungo secondo la natura e la durata di conservazione dei prodotti. L'articolo 3 prevede le deroghe: nei banchi di vendita al dettaglio e durante la distribuzione locale basta un termometro ben visibile, e l'autorità competente può ammetterlo anche per le celle di meno di 10 m³ che conservano le scorte di un negozio.
Alimenti refrigerati, in cucina, in negozio, in magazzino: il regolamento (CE) n. 852/2004 non impone alcun tipo di strumento. Chiede procedure di monitoraggio efficaci ai punti critici di controllo e documenti e registrazioni proporzionati all'impresa, conservati per un periodo adeguato; il suo allegato II ricorda che la catena del freddo non deve essere interrotta. La scelta tra termometro e datalogger è quindi quella del vostro manuale di autocontrollo, ed è lì che un controllo andrà a leggerla.
Medicinali e prodotti sanitari: le linee guida di buona pratica di distribuzione richiedono una mappatura delle aree di stoccaggio prima dell'uso, dispositivi di monitoraggio collocati secondo i suoi risultati e apparecchiature di monitoraggio tarate a intervalli definiti. Lo strumento è quindi lì un registratore, collocato nel punto più sfavorevole, con una taratura documentata.
Le sette domande da porre a qualsiasi fornitore
- 1
Precisione e campo di misura, alla temperatura d'uso
La precisione dichiarata vale per un intervallo dato; chiedetela alla temperatura della vostra apparecchiatura più fredda, congelatore compreso, non solo a temperatura ambiente. Il campo di misura deve coprire quell'apparecchiatura con margine.
- 2
Taratura e riferibilità
Uno strumento di monitoraggio vale quanto vale la sua misura. Chiedete se il sensore è tarato alla consegna, se un certificato riferibile ai campioni nazionali è fornito o disponibile, e come avviene la verifica periodica. Per i medicinali, le buone pratiche di distribuzione richiedono apparecchiature di monitoraggio tarate a intervalli definiti.
- 3
Intervallo di misura e memoria
Con quale frequenza lo strumento misura, quanto dura la sua memoria e che cosa fa quando è piena o quando il collegamento è interrotto: sovrascrive le misure più vecchie, le perde, le carica al ritorno della connessione? La risposta decide se un guasto di rete è un buco nel vostro registro.
- 4
Avviso: chi lo riceve, e senza internet?
Un avviso vale qualcosa solo se arriva a qualcuno che può agire, notti e fine settimana compresi. Chiedete su quale canale parte, che cosa succede se il gateway perde internet, e se l'apparecchio segnala la deriva sul posto nel frattempo.
- 5
Aria o prodotto, e dove nell'apparecchiatura
La maggior parte dei datalogger misura l'aria dell'apparecchiatura, che cambia più in fretta degli alimenti; alcuni accettano una sonda in un prodotto simulato. In entrambi i casi la posizione conta più del modello: la misura utile è nel punto più sfavorevole, quello che una mappatura termica trova.
- 6
Esportazione e conservazione delle registrazioni
Un ispettore legge uno storico datato, non un'applicazione. Chiedete in quale formato si esporta lo storico, se è leggibile senza il software del fornitore e per quanto tempo resta disponibile; per i surgelati il regolamento chiede almeno un anno.
- 7
Il costo totale, abbonamento e batteria compresi
Il prezzo di acquisto è la parte visibile. Aggiungete l'abbonamento se c'è, per sensore, per sito o per utente; il gateway, se è fatturato; e il fine vita: batteria sostituibile o sensore da sostituire, e ciò che la garanzia copre.
Dove si colloca il KelvinTag
Le stesse sette domande, con le nostre risposte così come figurano nella scheda prodotto, ultima riga compresa.
- Famiglia
- Sensore connesso via Bluetooth con memoria propria: tre anni di misure a bordo, caricate al ritorno della connessione.
- Precisione e campo di misura
- Fino a ±0,05 °C, da -40 °C a +85 °C, grado IP68. Tarato prima della spedizione, riferibilità NIST; taratura documentata in opzione, servizio annuale proposto.
- Avviso
- Il sensore lampeggia in rosso sul posto appena la misura esce dall'intervallo; l'avviso parte tramite il gateway finché ha internet, e le misure mancanti si caricano dopo.
- Gateway
- Un telefono Android con l'applicazione gratuita, almeno sette sensori per telefono; il gateway Poliponet 5G, con la propria SIM, in opzione e fatturato al mese.
- Prova
- Storico con marca temporale all'origine, esportazione PDF, conservato tre anni sui nostri server come nel sensore.
- Costo nel tempo
- Il sensore si acquista una volta, senza abbonamento, né per sensore, né per sito, né per utente. Batteria garantita tre anni, non sostituibile; garanzia di tre anni sul sensore, danni fisici esclusi.
- Ciò che non fa
- Misura l'aria dell'apparecchiatura, non la temperatura al cuore degli alimenti. E questa pagina non gli attribuisce alcuna certificazione secondo le norme citate sopra: per un uso coperto dal regolamento sui surgelati, chiedete prima di ordinare, a noi come a qualsiasi altro fornitore.
Fonti
- Regolamento (CE) n. 37/2005 del 12 gennaio 2005 sul controllo delle temperature nei mezzi di trasporto e nei locali di immagazzinamento e di conservazione degli alimenti surgelati - l'obbligo di registratore (articolo 2), le norme EN 12830, EN 13485 ed EN 13486, la conservazione delle registrazioni per almeno un anno e le deroghe del termometro (articolo 3).
- Regolamento (CE) n. 852/2004, articolo 5 e allegato II, capitolo IX - il monitoraggio e le registrazioni ai punti critici di controllo, la catena del freddo da non interrompere e la conservazione dei documenti per un periodo adeguato.
- Norme EN 12830, EN 13485 ed EN 13486 - registratori, termometri e verifica periodica; norme europee del CEN, disponibili presso l'ente nazionale di normazione.
- Linee guida sulle buone pratiche di distribuzione dei medicinali per uso umano (2013/C 343/01), punto 3.3.2 - per i prodotti sanitari: apparecchiature di monitoraggio tarate a intervalli definiti, sulla base di una valutazione dei rischi e dell'affidabilità.
Domande frequenti
Per gli alimenti refrigerati nessun testo impone un tipo di strumento: il regolamento (CE) n. 852/2004 chiede di monitorare i punti critici di controllo e di conservarne registrazioni proporzionate all'attività, e il manuale di autocontrollo dice con che cosa. Per i surgelati in trasporto e stoccaggio sì: il regolamento (CE) n. 37/2005 impone un registratore conforme alle norme EN 12830, EN 13485 ed EN 13486, con una deroga per i banchi di vendita, la distribuzione locale e, con l'accordo dell'autorità, le celle di meno di 10 m³ nei negozi, dove basta un termometro ben visibile.
Il termometro mostra la temperatura del momento, a volte il minimo e il massimo dall'ultimo azzeramento; non conserva nulla, e la prova resta ciò che qualcuno ha scritto. Il datalogger misura a intervalli regolari e memorizza ogni misura con la sua ora: la curva si rilegge dopo e si esporta. Il sensore connesso è un datalogger che in più trasmette le misure e avvisa quando un limite viene superato, invece di aspettare la rilettura.
Sono le tre norme che il regolamento (CE) n. 37/2005 esige dagli strumenti usati per i surgelati. La EN 12830 riguarda i registratori di temperatura per trasporto, stoccaggio e distribuzione; la EN 13485 i termometri per la misura della temperatura dell'aria e dei prodotti; la EN 13486 la verifica periodica di quei registratori e termometri. Un produttore che se ne avvale deve poter consegnare l'attestato di conformità; chiedetelo prima di acquistare per un uso coperto dal regolamento.
Per i surgelati il regolamento (CE) n. 37/2005 è esplicito: le registrazioni sono datate e conservate dall'operatore per almeno un anno, o più a lungo secondo la natura e la durata di conservazione dei prodotti. Per gli altri alimenti il regolamento (CE) n. 852/2004 chiede di conservare documenti e registrazioni per un periodo adeguato, senza fissarlo; lo precisa il manuale di autocontrollo. Uno strumento che esporta lo storico datato in un file leggibile rende banale questa conservazione.
Per la temperatura dell'apparecchiatura sì: lo storico con marca temporale è la registrazione che il piano HACCP chiede, e si produce senza che nessuno debba ricordarsi di rilevare. Non misura la temperatura al cuore degli alimenti, in cottura o in raffreddamento, che resta una misura manuale con la sonda. Molti esercizi conservano la scheda cartacea per quelle misure e come riserva.
Il datalogger che avvisa prima che il controllo lo scopra
Un sensore per apparecchiatura, un telefono Android come gateway, nessun abbonamento. Lo storico con marca temporale si esporta in PDF il giorno in cui qualcuno lo chiede.
Scoprite il sensore KelvinTagVedi anche
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